Roma. 30 agosto 2007 - Maggiore assistenza sanitaria sociale e psicologica per i transessuali ospitati nel nuovo complesso di Rebibbia. Queste sono le priorità fatte emergere dall'assessore al Bilancio della Regione Lazio. Luigi Nieri dal presidente nazionale dell'Arcicay. Aurelio Mancuso e dall'esponente dell'associazione Antigone. Gennaro Santoro che oggi hanno visitato la sezione transessuali del carcere. "Questi detenuti - ha detto Mancuso - non sono stati ancora operati dunque non possono interagire né con le donne né con gli uomini nemmeno durante l'ora d'aria e sono praticamente soli anche sité quasi tutti stranieri e lontani dalle famiglie. Sollecitano una maggiore assistenza medica specialistica l'intervento di associazioni per ridurre il loro isolamento sia all'interno che all'esterno del carcere e chiedono assistenti volontari nella loro stessa condizione". "Dopo l'indulto - ha spiegato Nieri - il numero di transessuali in questa sezione è dimezzato ma nonostante questo serve un'assistenza maggiore per la complessità della situazione e per rischio elevato di conflitti con il personale. La legge sulle carceri approvata dal Consiglio regionale può essere utile sia per la mediazione culturale che per l'assistenza sanitaria ma i tempi sono lunghi". IL CARCERE - Rebibbia ospita in totale 1.184 detenuti il 40 per cento di questi è straniero nella zona transessuali al momento si trovano un omosessuale e nove transessuali otto latinoamericani e un italiano.
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